Illuminazione e accostamenti: la percezione dei colori

Il colore non è una qualità intrinseca degli oggetti, ma una caratteristica che si definisce solo attraverso l'esposizione alla luce. La sua percezione quindi è fortemente influenzata dalla tipologia di luce con cui viene illuminato.

La luce di riferimento che caratterizza i colori così come li conosciamo tutti è quella naturale e bianchissima del sole. La maggior parte delle luci artificiali invece emette solo una parte dello spettro completo della luce del sole, ed è per questo che le percepiamo, di volta in volta, rossastre o bluastre.

La percezione attraverso l'illuminazione

La scelta della tipologia di illuminazione in ogni ambiente della casa, quindi, è altrettanto importante di quella dei colori dominanti.

In un ambiente inondato di luce naturale i colori appaiono vividi, ma questo non accade:

  1. con un'illuminazione ad incandescenza, con cui tutto appare più rossastro perché lo spettro di emissione è carente nella zona dei blu;
  2. con illuminazione a tubi fluorescenti e lampadine a basso consumo, con cui tutto appare più bluastro, perché lo spettro di emissione è carente nella zona dei rossi.


Per capire la qualità della luce offerta dalle lampadine acquistate basta leggere alcuni dati presenti nella confezione, fra cui l'indice di resa colore (Cri) e la temperatura colore. Il primo è un numero che va da 0 a 100 e più è alto, migliore è la discriminazione dei colori offerta dalla luce; il secondo si misura in gradi Kelvin (K) e distingue il colore della luce: più è alto, più la luce appare fredda e cristallina.

Per cucine e sale da pranzo, in cui si consumano i pasti, sono preferibili i colori caldi, dall'arancio al rosso, che nella nostra cultura suggeriscono associazioni con la buona salute. Un'illuminazione artificiale del primo tipo è quella che li mette meglio in evidenza.

Per studi e laboratori è sempre da preferire una luce quanto più simile a quella naturale, mentre nei bagni sono adatte lampade a base calda e molto meno le luci a base blu, soprattutto sulla specchiera, perché renderanno pallido qualsiasi viso.

Per il soggiorno si possono inventare combinazioni di luci calde e fredde, ma senza sovrapporle mai: per tavolo da pranzo, zona lettura e divani va bene la prima, mentre la seconda può adattarsi a zone con piante e fiori e vanno benissimo per valorizzare quadri od opere d'arte (perfette per quest'ultimo uso anche le luci alogene, con Cri 100).

La percezione attraverso il contesto

Il nostro sistema visivo distingue un colore in maniera diversa anche in base al contesto in cui si trova, ossia se isolato o accostato a colori opposti o molto simili.

Ad esempio colori differenti accostati tendono a differenziarsi ancora di più, e colori con la stessa saturazione accostati "vibrano" sul bordo, nel punto di contatto.

Partendo da queste informazioni, ognuno si deve sentire libero di scegliere per la propria casa la composizione di colore che più lo rispecchia, osando anche soluzioni stimolanti e "coraggiose".

Per la salute e la funzionalità, rimangono comunque preferibili quelle luci e quei colori che stressino la vista il meno possibile.

Questo si ottiene evitando accostamenti di colori saturi e dissonanti, e forti contrasti luminosi.